Biografia di Santa Caterina di Svezia – Parte 2 di 3 (di Lovelli Giampiero)

Che tipo di vita conducevano Brigida e Caterina a Roma? La giornata era scandita dalle preghiere, dai digiuni, dalle penitenze, dalle veglie notturne e dall’obbedienza al padre confessore Petrus Olavi. Le due donne dormivano su della paglia posta sulla nuda terra. Brigida era per la figlia un modello, un esempio e Caterina aveva grande rispetto ed ammirazione per la madre. Generalmente il mattino usavano dirigersi verso qualche chiesa della città per pregare o portare soccorso ai poveri, ai malati ed ai pellegrini, non solo materialmente ma anche spiritualmente, ma malgrado la sua volontà Caterina era fonte di problemi. Era alta 180 cm., aveva una bionda capigliatura fluente ed occhi cerulei e benché indossasse abiti molto semplici, non passava inosservata a causa della sua bellezza nordica e del nobile portamento. Il suo carattere mostrava la semplicità, amabilità e purezza della donna. Furono posti in atto diversi tentativi per rapirla. Ad esempio narra la stessa Caterina che un giorno, insieme a diverse nobildonne romane, volesse raggiungere la Basilica di San Sebastiano. Un corteggiatore respinto fu pronto a catturarla. Ma alcuni attimi prima che Caterina con le sue dame passasse da quella strada, un cervo attirò l’attenzione del sequestratore permettendo alle pie donne di superare senza danno il luogo dell’agguato. A causa di tutto ciò le fu proibito di lasciare l’appartamento in cui abitava con la madre, se non in quelle occasioni in cui fosse presente una scorta. Pertanto ben presto si sentì come una reclusa, soffrendo la solitudine, la disperazione, l’abbattimento e la noia. Venne fuori da questa situazione dolorosa grazie alle preghiere rivolte alla Madre di Dio, alle esortazioni del padre confessore e ad un sogno in cui la Vergine Maria le chiedeva di ubbidire alla madre ed al padre spirituale.

Dopo quattro anni le due donne, insieme ai pellegrini svedesi, passarono a vivere in una casa presente nel palazzo della nobildonna romana Francesca Papazzurri (amica ed ammiratrice di Brigida), nei pressi di Campo de’ Fiori. La stessa volle donare la casa all’Ordine brigidino di Vadstena, dopo la scomparsa di Brigida. La nuova abitazione distava solamente poche centinaia di metri da quella precedente. Ad eccezione dei pellegrinaggi in Italia e Palestina, madre e figlia dimorarono quasi per venti anni nell’abitazione posta nei pressi di Campo Santa Caterina di Sveziade’ Fiori.

Non si hanno informazioni se Caterina abbia avuto visioni divine come la madre, con una sola probabile eccezione. Un giorno si trovava nella vecchia Basilica di San Pietro, quando una pellegrina la chiamò supplicandola di pregare per l’anima di una norvegese. La Santa volle sapere da dove venisse la donna e la stessa affermò di giungere dalla Svezia e di avere il desiderio di comunicarle che la seconda moglie norvegese del fratello (di Caterina) Karl era deceduta da pochissimo tempo. Le chiese insistentemente di pregare per l’anima della norvegese e che molto presto avrebbe ricevuto dalla Svezia una buona notizia (la norvegese aveva stabilito nel suo testamento di donare un diadema d’oro a Brigida e Caterina. La corona aveva un tale valore che le due Sante con il loro seguito ebbero la possibilità di sostentarsi per un anno intero con il denaro riscosso grazie alla sua vendita). Dopo aver parlato la pellegrina scomparve rapidamente e Caterina non fu in grado di rintracciarla.

Brigida e Caterina dovettero superare diversi ostacoli e affrontarono tanti pericoli nei pellegrinaggi che fecero insieme nel corso degli anni. Pertanto la figlia (Caterina) divenne sempre più l’aiutante ed il sostegno della madre (Brigida), in special modo quando i problemi di salute di Brigida la costrinsero a non alzarsi più dal letto. A Roma, il 23 luglio 1373, Brigida giunse al termine della sua vita terrena con accanto sempre la figlia Caterina. Ella aveva richiesto, prima di morire, che le sue spoglie mortali fossero sepolte a Vadstena (fu costruito il primo monastero dell’Ordine brigidino). Pertanto Caterina e il suo seguito (insieme al corpo di Brigida) partirono per la Svezia. Il viaggio si protrasse per più di sei mesi, con tratte giornaliere di circa 30-40 chilometri. Giunsero a Vadstena il 4 luglio 1374 e vennero accolti con grande gioia e giubilo dal popolo e dai frati e dalle suore facenti parte del nuovo Ordine religioso fondato da Santa Brigida. Caterina aveva passato quasi ventiquattro anni a Roma e chissà quanti ricordi le ritornarono in mente nel vedere nuovamente i luoghi della sua giovinezza!

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GiamGiampiero Lovellipiero Lovelli nasce, risiede ed opera nella città dei due mari (Taranto). Ha conseguito dapprima la laurea quadriennale in Lettere presso l’Università di Bari con il massimo dei voti e successivamente la laurea magistrale in Scienze Religiose presso la Facoltà Teologica Pugliese (ISSRM San Giovanni Paolo II di Taranto), sempre con il massimo dei voti. Ha frequentato diversi Corsi di Perfezionamento, Corsi di Specializzazione e conseguito diversi Master in Storia, Didattica della Storia e Letteratura Italiana. Ha conseguito il dottorato in Historia Universal.

Ha dato alle stampe diversi volumi (6) sulla Storia di Roma e dell’Antico Egitto e pubblica articoli di carattere storico sul blog Storie di Storia (www.storiedistoria.com). Cultore di Storia Romana, del Vicino Oriente antico e di Egittologia, è invitato, come relatore, ad incontri tra persone, studiosi ed esperti, per dibattere argomenti di comune interesse.   

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