Biografia di Santa Caterina di Svezia – Parte 3 di 3 (di Lovelli Giampiero)
Santa Caterina, per la sua santa vita, per la sua onestà e rettitudine, per la sua pazienza e buona volontà, divenne ben presto un fulgido esempio per i frati e le suore dell’Ordine brigidino, oltre che per il popolo svedese. Volle donare alcuni beni al monastero dell’Ordine con il desiderio di entrarvi al più presto. Ma risultava necessaria nuovamente la sua presenza a Roma, sia per ottenere l’approvazione completa della regola brigidina, sia per sollecitare la canonizzazione di Brigida da parte della Santa Sede. La venuta a Roma le provocò un misto di gioia e malinconia. Quanti bei ricordi possedeva del tempo trascorso a Roma con la madre! Probabilmente riteneva la sua casa, Roma, più che Vadstena, avendoci trascorso buona parte della sua vita di adulta. Visse, ovviamente, nell’abitazione posta nei pressi di Campo de’ Fiori. Gli amici e gli ammiratori della madre le furono sempre vicino nei cinque anni passati nella città eterna. Caterina un primo successo lo ottenne quando Urbano VI le concesse la bolla «Ad perpetuam rei memoriam», in data 3 dicembre 1378, con la quale veniva approvata la regola brigidina basata su quella di Sant’Agostino. L’Ordine (brigidino) del S. Salvatore era pienamente riconosciuto. Intanto nell’estate del 1379 ebbe inizio il processo di canonizzazione di Brigida, che venne portato a compimento nel 1391. La commissione di teologi e giuristi poté apprendere con un certo stupore quanto Brigida fosse conosciuta ed invocata in Italia ed in Spagna, molto più che nella stessa Svezia e come molti miracoli le fossero attribuiti.
So
no stati riconosciuti anche molti miracoli compiuti da Caterina durante la sua permanenza romana. Il più famoso riguarda la tracimazione del Tevere. Il fiume era cresciuto così tanto che il ponte del Laterano ed alcuni palazzi vicini erano stati inondati. I Romani raggiunsero Caterina, esortandola ad avvicinarsi al Tevere ed invocare il Signore affinché non permettesse l’inondazione della città. Il cronista medievale narra con stupore che quando la pia donna mise i piedi nell’acqua del fiume, questo immediatamente ritornò nel suo letto naturale. Il Papa Urbano VI aveva una profonda ammirazione per Caterina, lodando continuamente la sua saggezza ed umiltà. Sul finire del 1378 Santa Caterina di Svezia e Santa Caterina da Siena si conobbero a Roma e le stesse cronache parlano di questo incontro ma nulla dicono di quanto si siano potuto dire le due sante donne.
Nel 1380 Caterina di Svezia ritenne opportuno far ritorno a Vadstena, sia perché pensava di aver concluso la sua missione, sia perché si erano manifestati i primi segni della sua malattia. Decise di partire il 15 marzo 1380 dopo aver salutato parecchi amici e protettori. Furono necessari tre mesi per raggiungere la Svezia.
Non ebbe mai la tempra robusta della madre e per molti anni praticò digiuni, veglie e pellegrinaggi, che peggiorarono la sua salute già malferma. Spirò il 24 marzo 1381, il giorno precedente la festa dell’Annunciazione, all’età di 49 anni. Giunsero a Vadstena molti sacerdoti ed importanti personalità per darle un ultimo saluto. Viene tramandato un ultimo piccolo miracolo compiuto dalla Santa. Era presente alla cerimonia funebre il vescovo Tord di Strangnas, molto legato alla pia donna. Nel momento in cui il prelato strinse la mano di Caterina per salutarla e chiederle di intercedere presso Dio, si accorse, sorpreso, che la stretta di mano era ricambiata.
Sisto IV, il 16 agosto 1482, stabilì in una bolla che Caterina fosse venerata nel nord Europa come beata. La Santa viene raffigurata nei dipinti nell’abito dell’ordine brigidino, accompagnata da un cervo. Nella mano sinistra ha una lampada ad olio, simbolo delle vergini sagge, mentre nella mano destra un ramoscello di giglio, simbolo di purezza verginale.
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Giam
piero Lovelli nasce, risiede ed opera nella città dei due mari (Taranto). Ha conseguito dapprima la laurea quadriennale in Lettere presso l’Università di Bari con il massimo dei voti e successivamente la laurea magistrale in Scienze Religiose presso la Facoltà Teologica Pugliese (ISSRM San Giovanni Paolo II di Taranto), sempre con il massimo dei voti. Ha frequentato diversi Corsi di Perfezionamento, Corsi di Specializzazione e conseguito diversi Master in Storia, Didattica della Storia e Letteratura Italiana. Ha conseguito il dottorato in Historia Universal.
Ha dato alle stampe diversi volumi (6) sulla Storia di Roma e dell’Antico Egitto e pubblica articoli di carattere storico sul blog Storie di Storia (www.storiedistoria.com). Cultore di Storia Romana, del Vicino Oriente antico e di Egittologia, è invitato, come relatore, ad incontri tra persone, studiosi ed esperti, per dibattere argomenti di comune interesse.
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