San Massimiliano Maria Kolbe – Biografia di fra Giuseppe Rolli

Oggi, 28 aprile 2020, ricordando l’ordinazione sacerdotale di San Massimiliano Maria Kolbe, la nostra Comunità parrocchiale celebra la sua Festa Patronale. Una scelta questa, voluta per motivi pastorali dall’Arcivescovo mons. Filippo Santoro e dal parroco fra Salvatore Santomasi, senza dimenticare la data del suo martirio il 14 agosto. A lui è stata intitolata il 5 ottobre 2014 la nostra originale e bellissima Chiesa.San Massimiliano Kolbe

San Massimiliano nasce in Polonia l’8 gennaio 1894. Raimondo è il suo nome di battesimo.

Accadde qualcosa di straordinario nella vita di Raimondo quando era ancora ragazzo e fu la mamma stessa a rivelarlo in una lettera che scrisse dopo la sua morte (12 ottobre 1941). Raccontava, che spesso metteva a dura prova la sua pazienza di madre e che un giorno gli grida: «Figlio, che ne sarà di te!» Dopo quel rimprovero avvenne un cambiamento in Raimondo tale, da non potersi riconoscere.

Diventò bravo ed ubbidiente.

La mamma si accorge che scompare spesso dietro l’armadio, dove c’è un altarino di Nostra Signora di Czestochowa e preoccupata chiede al figlio di raccontargli quello che stava succedendo. Tremendamente emozionato e piangendo, riferì alla mamma che in seguito al suo rimprovero aveva pregato la Madonna chiedendole cosa sarebbe stato di lui. Aveva pregato così tanto, che la Madonna gli apparve tenendo nelle sue mani due corone: una bianca e una rossa. Le chiese quale  avesse voluto: la bianca che rappresentava la sua purezza o la rossa, il suo martirio. Raimondo rispose “le scelgo tutte e due“.

IlMassimiliano Kolbe 4 4 settembre del 1910, inizia l’anno del noviziato presso i Frati Minori Conventuali  dove gli venne imposto dai superiori il nome di Massimiliano. Dopo il noviziato è inviato a Roma, per proseguire la sua formazione. In occasione della professione solenne, il 1° novembre 1914, aggiunse al nome che già portava quello di Maria. Nel 1915 si laureò in filosofia all’Università Gregoriana.

Il 16 ottobre 1917, mosso da una grande devozione per la Vergine Immacolata, sentendosi in dovere di fare qualcosa in difesa della Chiesa, a seguito di una manifestazione massonica con chiari intenti anti-cattolici, fondò la Milizia dell’Immacolata.

Il 28 aprile 1918 venne ordinato sacerdote nella basilica di Sant’Andrea della Valle, a Roma, e il giorno successivo celebrò la sua prima messa nella vicina basilica di Sant’Andrea delle Fratte.

Nel 1919 torna in Polonia e insegna nel seminario francescano di Cracovia e nel 1922 fonda la rivista mensile «Rycerz Niepokalanej» («Il Cavaliere dell’Immacolata»), per alimentare lo spirito e la diffusione della Milizia.

Nel 1927, a 40km da Varsavia, fonda la Città dell’Immacolata che dopo 10 anni diventa il più grande convento del mondo con la presenza di circa 800 frati. Avviato questo convento, Padre Kolbe parte per il Giappone e si stabilisce a Nagasaki per fondare un nuovo convento che chiama Mugenzai no Sono (“Giardino dell’Immacolata”) e la rivista,  in lingua giapponese, «Mugenzai no seibo no kishi» («Il Cavaliere dell’Immacolata»).

Nel maggio 1936 torna in Polonia perché dal Capitolo Provinciale della Polonia è nominato padre guardiano di Niepokalanów e confermato in quell’incarico dopo tre anni. Riorganizza il lavoro di questo immenso “alveare” (è sua l’espressione) interamente dedito al servizio della Regina che è l’Immacolata.

Nel settembre 1939 scoppia la Seconda Guerra Mondiale e Niepokalanów  viene bombardata, occupata e saccheggiata. I frati, per ordine dei superiori maggiori, vengono trasferiti in altri conventi o presso le proprie famiglie. Padre Massimiliano rimane al suo posto.

Insieme a suoi 35 confratelli viene arrestato. Il 19 settembre 1939 i tedeschi deportarono il piccolo gruppo rimasto nel campo di concentramento di Amtitz in Germania. Furono inaspettatamente liberati l’8 dicembre, dopo aver cercato di cogliere la prigionia come occasione di testimonianza. Tornarono a Niepokalanów facendo rinascere la città e accogliendo tanti rifugiati ed ebrei. Ma il 17 febbraio 1941 viene definitivamente arrestato insieme a quattro confratelli e condotti nella prigione di Pawiak a Varsavia.

Il 28 maggio, Padre Massimiliano viene deportato nel campo di concentramento di Auschwitz dove viene immatricolato con il numero 16670. Qui vive la sua “via crucis” subendo maltrattamenti di ogni tipo: lavori pesanti, trasporto di cadaveri, percosso con calci e pugni.

I dieci prigionieri vengono rinchiusi nel bunker N. 14 a morire di fame e di sete. Padre Massimiliano, in cella,Massimiliano Kolbe 6Alla fine del mese di luglio, un prigioniero evade e per rappresaglia i tedeschi condannano a morte dieci prigionieri. Tra i prescelti c’era un tale Franciszek Gajowniczek che si disperava pensando alla moglie e ai suoi figli. Allora Padre Massimiliano, sentendo queste urla disperate, uscì dal plotone e chiese al comandante di morire al posto di Franciszek. La sua proposta, con grande meraviglia di tutti, fu accolta. aiuta gli altri nove prigionieri ad andare incontro alla morte serenamente, cantando e pregando. I suoi compagni si spengono lentamente ma padre Massimiliano dopo 15 giorni era ancora vivo e pregava. Allora, per liberare il bunker dall’unico sopravvissuto, i suoi aguzzini lo finiscono con una iniezione di acido fenico.

Il giorno dopo, festa dell’Assunta, il suo corpo viene cremato e le sue ceneri sparse al vento realizzando così un suo desiderio: “voleva esser polvere e, viaggiando con il vento, voleva raggiungere tutto il mondo per predicare la Buona Novella“.

Venne beatificato da Papa Paolo VI il 17 ottobre 1971 e successivamente canonizzato da Papa Giovanni Paolo II, il 10 ottobre 1982 che lo proclama Martire della Carità e patrono dei nostri tempi difficili.

CCittà dell'Immacolata 4on decreto del 25 marzo 1983, la Sacra Congregazione per i Sacramenti e il Culto Divino ha stabilito che la memoria liturgica di San Massimiliano Maria Kolbe, già fissata al 14 agosto, giorno della sua nascita al Cielo, diventasse obbligatoria per la Chiesa universale.

La sua grande opera, la “Milizia dell’Immacolata”, continua ancora oggi. E’ presente in tutto il mondo con quattro milioni di consacrati di I-II-III grado, con le Città dell’Immacolata, le Case Mariane e gli istituti di ispirazione Kolbiana.

Il 16 ottobre 1997, la Santa Sede dichiara la Milizia dell’Immacolata, associazione pubblica internazionale di fedeli e quindi di Diritto Pontificio ed ha personalità giuridica riconosciuta.

Padre Giuseppe M. Rolli

 

L’odio non è forza creativa, solo l’amore crea

(San Massimiliano M. Kolbe)

 

 

Copyright © 2020 Parrocchia San Massimiliano Kolbe di Taranto. Tutti i diritti riservati.