Domenica 22 novembre – Solennità di CRISTO RE
Celebriamo oggi, l’ultima domenica dell’anno liturgico. E’ dedicata alla solennità di Nostro Signore Gesù Cristo Re, un Re d’amore, di servizio, di donazione e di misericordia .
Le tre Letture di questa domenica ci indicano chiaramente la modalità con cui Gesù si mostra Re dell’Universo. Egli non si atteggia a re orgoglioso o altezzoso, ma come un amorevole pastore che si prende cura di ciascun componente del Suo popolo.
Chi mai avrebbe immaginato un re che viene non per essere servito, ma per servire? Chi si toglierebbe le vesti per lavare i piedi ai propri discepoli? Quale Re entrerebbe a Gerusalemme in groppa ad un asino preso in prestito? E chi per trono sceglierebbe la croce?
La regalità di Cristo é diversa da tutto quello che immaginiamo: quando il Figlio dell’uomo ritornerà sulla terra non ci chiederà quante pratiche religiose abbiamo fatto o a quanti pellegrinaggi abbiamo partecipato, ma quanto abbiamo amato. Ci chiederà se ci siamo presi cura dei fratelli a noi vicini; se gli abbiamo dato da bere e da mangiare; se
abbiamo visitato, amato, ospitato e vestito chi ne aveva bisogno. Sono questi i gesti dell’amore quotidiano, nascosto e silenzioso, che fanno la differenza!
Per vivere come discepolo di Gesù in questa settimana: rifletterò su questo anno liturgico che sta per concludersi; l’ho vissuto con atteggiamento di servizio, di misericordia e di dono nei confronti degli altri oppure mi sono chiuso nel mio egoismo?
I simboli che rappresentano questa solennità sono vari. La croce è il trono scelto da Gesù per attirarci a sè, la corona di spine simboleggia il cammino da percorrere per giungere alla salvezza. La Bibbia e la candela raffigurano il disegno della salvezza che il Padre ha predisposto per amore dell’uomo. E’ rappresenta la contrapposizione tra l’effimero potere terreno e il potere divino del Signore. I rami secchi rappresentano “la durezza del cuore” dell’uomo alla costante ricerca della gloria terrena, il cui raggiungimento, però, non dà la gioia. Il verde che compare tra i rami secchi indica “la speranza di salvezza“: la speranza di un mondo migliore che aleggia sempre nei nostri cuori.
I fiori bianchi rappresentano la ” Santità del Signore ” che passa attraverso il sacrificio simboleggiato dal drappo rosso. I rami d’ulivo rappresentano “l’Unto” , “Il Cristo” : l’unzione era una pratica riservata ai re e ai sacerdoti. I quattro girasoli indicano “gli angoli della Terra” che guardano la croce e lodano il proprio Re.
A cura della Commissione alla Liturgia della Parrocchia San Massimiliano Kolbe
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