Mercoledì delle Ceneri
“Il digiuno, la carità e la preghiera fonti di salvezza”
Con questo giorno santo di penitenza e di digiuno, ci introduciamo nel tempo quaresimale, tempo di deserto e di preghiera. Nella Sacra Scrittura il deserto è il luogo della prova, della fame, della,sete, della paura, del dolore, ma anche della alleanza. Perché lì, è dove l’uomo riconosce tutta la sua piccolezza, dove ha paura, dove sperimenta che nessuna cosa al mondo è in grado di donargli la vera felicità. Lì fa esperienza che Dio è tutto, e che solo Lui può trasformare quella tristezza in gioia, quel dolore in via di salvezza. Il deserto sono le malinconie e le angosce, le paure, le speranze e i sogni infranti, le preoccupazioni che procurano affanno e sconforto. Il deserto è la malattia che corrode lentamente il corpo umano.
La Quaresima, è il tempo forte per eccellenza del calendario liturgico. Tempo di conversione e di ritorno a Dio. Dura quaranta giorni e si articola in cinque domeniche. Il cammino quaresimale evidenzia due caratteri importanti della vita cristiana: è un tempo battesimale in cui riscopriamo il significato del Sacramento ricevuto, e un tempo penitenziale in cui il battezzato è chiamato a crescere nella fede, attraverso una conversione (cambiamento) continua della mente, del cuore e della vita, espressa con il sacramento della Riconciliazione. La Chiesa, in questo itinerario di rinnovamento interiore, ci propone alcuni impegni: un ascolto più assiduo della parola di Dio, una preghiera più intensa, il digiuno e l’elemosina.
Il gesto della imposizione delle ceneri viene dalla tradizione ebraica. Le ceneri sono ottenute bruciando i rami dell’ulivo benedetti nella Domenica delle Palme dell’anno precedente. Le ceneri ci ricordano la nostra condizione umana, la nostra fragilità e ci sollecitano ad un cambiamento: “Convertitevi e credete al vangelo” – dice il sacerdote a ciascuno di noi.
Il colore liturgico di questo tempo è il viola: è il colore della penitenza, dell’umiltà e del servizio.
Valori da vivere: rinnovare il mio abbandono filiale nelle mani di Dio.
News da Chiesa Cattolica
Papa Leone XIV: “fermatevi! È il tempo della pace!”
Sabato 11 Aprile 2026- "La preghiera non è rifugio per sottrarci alle nostre responsabilità, non è anestetico per evitare il dolore che tanta ingiustizia scatena. È invece la più gratuita, universale e dirompente risposta alla morte", ha detto il Papa nella Veglia di preghiera per la pace.
Il Segretario Generale sarà presente alla veglia per la pace in San Pietro. La preghiera nelle Diocesi italiane
Venerdì 10 Aprile 2026- “È una coralità di voci che si uniscono per implorare il dono della riconciliazione per una vera amicizia e fraternità nei nostri cuori, tra di noi, nelle comunità, nelle famiglie e nel mondo intero", ha affermato Mons. Baturi.