Santa Brigida di Svezia – Biografia di Lovelli Giampiero (Parte 2)

A partire dal 1335 il sovrano di Svezia Magnus II invitò Brigida a trasferirsi presso la corte per essere di aiuto alla giovane sposa del re. Ma la Santa non amò mai la vita di corte troppo frivola e mondana. Nel 1341 i due coniugi (Brigida ed Ulf) festeggiarono le nozze d’argento e presero la decisione di andare in pellegrinaggio a Santiago de Compostela. Quest’evento portò a una svolta decisiva nella vita della coppia, che oramai da diverso tempo conduceva una vita fraterna e casta. Desiderarono abbracciare la vita religiosa. Di ritorno in Svezia Ulf venne accettato dal monastero cistercense di Alvastra, dove poi morì il 12 febbraio 1344 confortato dalla moglie. Brigida invece, avendo terminato la sua opera di sposa e di madre, volle alloggiare in un edificio annesso al monastero di Alvastra, dove visse quasi tre anni fino al 1346. Ebbe inizio per lei un periodo fecondo. Dopo un breve periodo di meditazione sui divini misteri della Passione del Signore e dei dolori e glorie della Vergine, iniziò ad avere le visioni di Cristo, che in una di queste la volle come «sua sposa» e «messaggera del gran Signore». In questo modo cominciò un importante periodo mistico che si protrarrà fino alla sua morte.

SANTA BRIGIDA DI SVEZIAI suoi direttori spirituali, fra cui il padre Matthias, conobbero le  straordinarie «Rivelazioni», intuizioni e soprannaturali illuminazioni della Santa, che ella ebbe per tutta la vita e che furono poi riunite in otto volumi, considerati ancora oggi attualissimi. Nella quiete di Alvastra partorì l’idea di fondare un nuovo Ordine religioso, che sarà chiamato del Santo Salvatore, formato da monasteri «doppi», cioè da religiosi e suore, rigorosamente divisi e il cui unico momento di contatto era nella chiesa per la preghiera in comune. Tutti i monasteri erano sottoposti ad un’unica badessa, rappresentante la Santa Vergine e con un confessore generale. La Santa riuscì ad avere dal re, il 1° maggio 1346, il castello di Vadstena con annesse terre e donazioni. Brigida dette iniziò ai lavori di risistemazione e consolidamento, che sembrarono non terminare mai, dal momento che Papa Clemente VI non permise la nascita del nuovo Ordine, ottemperando al decreto del Concilio Ecumenico Lateranense del 1215, che negava il sorgere di nuovi Ordini religiosi.
Pertanto nell’autunno del 1349 Brigida partì per Roma, non solo per l’Anno Santo del 1350, ma anche per chiedere al Papa di dare il suo beneplacito all’approvazione, che venne concessa solo nel 1370 da Papa Urbano V. Giunta a Roma, visse in un primo tempo all’ospizio dei pellegrini presso Castel Sant’Angelo e poi nel palazzo del cardinale Ugo Rogerhttps://i.pinimg.com/474x/60/fc/81/60fc810ff18dd9121abedf6ffb8ba15e.jpg di Beaufort.

Roma non impressionò positivamente Brigida, né modificò le sue impressioni successivamente. Raccontava per iscritto come la città eterna fosse popolata di rospi e vipere, come le strade non pulite risultassero piene di fango ed erbacce, come il clero sembrasse avido, immorale e trascurato.

Dopo quattro anni passò a vivere nella casa offertale nel suo palazzo, dalla nobildonna romana Francesca Papazzurri, nei pressi di Campo de’ Fiori. Roma fu ben presto per Brigida la sua seconda patria.
Le sue giornate si caratterizzarono per lo studio del latino, per le preghiere e le pratiche di pietà, mettendo per iscritto in svedese le visioni e le rivelazioni del Signore, che poi dava immediatamente al suo segretario Pietro Olavo, affinchè le traducesse in latino.
Dalla casa di Campo de’ Fiori, che sarà abitata fino alla morte, spediva missive al Papa, ai reali di Svezia, alle regine di Napoli e di Cipro e naturalmente ai suoi figli e figlie rimasti a Vadstena (è possibile visitare le stanze in cui vissero Santa Brigida e sua figlia Santa Caterina di Svezia a Roma nei giorni feriali, accompagnati da una suora brigidina).

Brigida, nella sua permanenza romana, non si stancò di ammonire persone altolocate e lo stesso popolo romano ad avere una vita autenticamente cristiana e per questo motivo dovette sopportare accuse infondate, fino ad essere soprannominata «la strega del Nord» e a trovarsi in estrema povertà, e seppure principessa per poter sostenere sé stessa e chi viveva con lei, dovette chiedere l’elemosina alle porte delle chiese.

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GiamGiampiero Lovellipiero Lovelli nasce, risiede ed opera nella città dei due mari (Taranto). Ha conseguito dapprima la laurea quadriennale in Lettere presso l’Università di Bari con il massimo dei voti e successivamente la laurea magistrale in Scienze Religiose presso la Facoltà Teologica Pugliese (ISSRM San Giovanni Paolo II di Taranto), sempre con il massimo dei voti. Ha frequentato diversi Corsi di Perfezionamento, Corsi di Specializzazione e conseguito diversi Master in Storia, Didattica della Storia e Letteratura Italiana. Ha conseguito il dottorato in Historia Universal.

Ha dato alle stampe diversi volumi (6) sulla Storia di Roma e dell’Antico Egitto e pubblica articoli di carattere storico sul blog Storie di Storia (www.storiedistoria.com). Cultore di Storia Romana, del Vicino Oriente antico e di Egittologia, è invitato, come relatore, ad incontri tra persone, studiosi ed esperti, per dibattere argomenti di comune interesse.   

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